Chi trova un amico trova un tesoro!

Chi trova un amico trova un tesoro!
Novembre 2009
Su facebook l'amicizia non si nega più a nessuno...

Tempo fa si diceva “chi trova un amico trova un tesoro”, accendo il mio PC e scopro che qualcuno ha più di 500 amici… grandioso! Io nella vita faccio fatica ad averne una dozzina. Battute a parte credo che la questione meriti una riflessione, il termine amico oggi appartiene ormai al nuovo vocabolario Facebookiano: un clic e sei “amico”!
In effetti se ci penso è entusiasmante l’idea di ritrovare vecchi amici (magari lontani) e vedere le fotografie dei miei nipoti che per i soliti problemi di routine non avrei mai visto. Ci sentiamo tutti nella casa del Grande Fratello e si alimenta quell’istinto naturale di impicciarsi degli affari altrui.
Facebook ci consente di essere gli editori di noi stessi, siamo così presi da questa strana voglia di dire al mondo chi siamo e cosa facciamo e non ci accorgiamo di dare in pasto a degli sconosciuti troppe informazioni personali. Concediamo con superficialità e senza filtri di conoscere i nostri interessi, i nostri gusti (anche i più intimi), i nostri pensieri e la nostra opinione politica. Pubblichiamo le nostre fotografie con tanto di dettagli, compresi magari quelli dei figli minori o di altre persone che nemmeno sanno di essere in rete. Ma se qualcuno suonasse alla nostra porta per chiederci se siamo gay o eterosessuali, se siamo di sinistra o di destra, se ci chiedesse di vedere le foto del nostro ultimo viaggio: cosa risponderemmo?
Conoscenti e vicini di casa che se li incontri per strada nemmeno ti salutano ma che ti chiedono l’amicizia su Facebook. E’ curioso rendersi conto che le parole “conoscente” e “sconosciuto”, stiano diventando sinonimi di amico. Insomma ciò che succede è che di persona non ci vediamo, non ci parliamo, non ci ascoltiamo e non ci viviamo più, ma siamo amici in Facebook! Ma chi sono questi nuovi amici se poi un quindicenne si suicida senza che nessuno si accorga del messaggio lasciato proprio su Facebook. E quanti nuovi divorzi ci dobbiamo aspettare in futuro se è vero che ormai due coppie su dieci si incontrano su un Social Network? Ma quanti amici di Facebook servono per fare un amico vero?
Davvero ci interessa sapere tutto di tutti o chi si è aggregato al gruppo che minaccia di uccidere Berlusconi? Che ciò possa accadere lo crede solo un ministro che vorrebbe chiudere il sito: qualcuno gli spieghi per favore che sono dei clic e non ci sono migliaia di “digital killer” da indagare.
Penso a chi vanta centinaia di amici e mi chiedo come non possa non essere anche un problema di ordine pratico. Notifiche, richieste, e-mail e messaggi di ogni genere: centinaia, migliaia, c’è da impazzire. Ma dove trovano tutto il tempo necessario per leggere? Magari sul posto di lavoro!
In effetti molti utenti col passare del tempo, forse si sono accorti di questo eccessivo impegno ed hanno reso più anonimo il proprio profilo, sono più attenti e filtrano le troppe richieste di amicizia indesiderate.
Non voglio essere critico, mi chiedo solo quale sarà la naturale evoluzione: riuscirà Facebook a superare lo status di fenomeno di costume o passerà di moda come “Second Life”? I Social Network saranno realmente i cardini di una nuova cultura sociale e di una nuova cultura del Marketing contestuale? Non è così semplice se pensiamo che il più grande Social network del pianeta, che domina in Cina con più 300 milioni di utenti è QQ.com, Orkut si diffonde in India e Brasile e, al di là della cortina di ferro, prendono sempre più piede Vkontakte e Odnoklassniki. Quest’ultimo con una caratteristica molto importante, si paga infatti per registrarsi e pubblicare determinati contenuti. Come interagiranno in futuro tra di loro questi nuovi continenti digitali, chi li controllerà?
Come diceva Schopenhauer “chi è amico di tutti non è amico di nessuno” e forse, anziché mille amici su face book, sarebbe meglio averne pochi, “quelli che”, se serve si fanno in mille per te.